Il tone of voice #2

Il tone of voice #2

Perché fondare un’azienda?

Perché eri sicuro che mancasse qualcosa nel mercato che tu, grazie alle tue abilità, avresti potuto colmare.

Oppure? Le domande da farsi, in questo momento sono:

  • Qual era la ragione di tanto entusiasmo?
  • Qual è la ragione d’esistere della tua azienda?

Quali sono i valori che si vogliono veicolare al consumatore

Si tratta di valori umani che spesso si astraggono dal prodotto e dal settore commerciale.

Unicità e diversità

Ogni azienda ha un suo modo di fare le cose: è parte integrante del suo DNA e probabilmente è ciò che la fa sopravvivere in mercati, come quelli di oggi, saturi e competitivi.

Per costruire il tone of voice corretto bisogna riuscire a definire la propria originalità.

[Prova a farti questa domanda secca e darti una risposta entro 1 minuto: perché qualcuno dovrebbe investire o comprare la tua azienda?]

La risposta aiuterà a tirar fuori un Unique Selling Point (USP = argomentazione esclusiva di vendita), quell’argomento di vendita che rende unica un’azienda nel mercato.

Primo step per un vocabolario in sintonia col mercato: tono formale o informale?

Innanzitutto il tone of voice non va immaginato come un monolito. Entro certi termini, è corretto che il tono possa variare in base al canale nel quale l’azienda deve comunicare.

Ad esempio i big brand definiscono un “grado di formalità media”, che modulano a seconda del canale.

Torniamo però alla domanda principale: quale tono è meglio utilizzare? Formale o informale? Valutiamone i pro e i contro

Tono formale

Pro:

trasmette professionalità, fiducia. Perfetto se vuoi costruire un’immagine autorevole e di rispetto nei confronti dei tuoi clienti

Contro:

rischi di apparire senza personalità e noioso

Tono informale

Pro:

trasmetti calore, famigliarità, personalità

Contro:

rischi di apparire poco professionale e goffo

L’importante è insomma usare sempre un tono coerente con il settore in cui si opera.

Se sei una banca e devi piazzare un nuovo prodotto finanziario, un fondo pensione sicuro, a rendimento basso ma costante nell’arco degli anni, non puoi utilizzare un linguaggio informale.

Immaginiamolo:

“Ehi cosa aspetti! È arrivato il nuovo fondo pensione PensioneSicura ti garantisce un rendimento certo e costante negli anni. Addio scossoni, benvenuta certezza, Dare! ;-)”

Non suona bene.

Un linguaggio colloquiale dà al brand una sferzata di personalità, questo è fuori dubbio.

Ma oltre a considerare il settore, il target e il canale, tieni conto che molte espressioni che oggi hanno un senso e vanno di moda, fra un anno potrebbero non avere la stessa efficacia.

Distilliamo i colloquialismi con molta cura: ad esempio, per lavori di copy statici (cataloghi, packaging) meglio evitare. Per i social media invece vanno benissimo.

La comunicazione efficace è spesso una questione di “equilibri”.

Se si utilizzano troppo spesso il “noi” il rischio di ritrovarti a fare un monologo è facile. Ma anche l’eccessiva presenza del “tu” ha i suoi rischi.

Vediamo in ordine due casi concreti:

Scegli l’ordine consumatore-azienda corretto

mettere prima il consumatore e poi l’azienda nella stessa frase, può spostare in maniera importante il peso di alcune frasi:

“Vuoi più biscotti senza olio di palma? Scegli i nostri prodotti: le nostre ricette sono senza da più di 30 anni”.
“Da più di 30 anni produciamo biscotti senza olio di palma… e si sente!”

Nel primo esempio, l’azienda sembra più reattiva alle richieste del consumatore.

Passa la sua dinamicità e una capacità d’ascolto maggiori.

Presenza del consumatore

I veri fan del “tu”, amano coinvolgere il consumatore in ogni frase e hanno, come abbiamo visto prima, ottime ragioni per farlo.

Ma, anche qui, valutare caso per caso è importante.

Vediamolo con un esempio:

“Con il nostro prodotto, non avrai più bisogno…”
“Con il nostro prodotto, non ci sarà più bisogno…”

Conclusioni

Logica, buon senso e coerenza: ancora una volta, una strategia di comunicazione efficace, si basa su questi 3 pilastri. 

La scelta di un tone of voice efficace, non fa eccezioni!

A presto dal Bloog di Deerlo!

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