A di Advertising

A di Advertising

Da una parte c’è il cliente e dall’altra il prodotto e dall’altra il contesto socioculturale, chiamiamolo, a cui rubare segnali da applicare al prodotto che poi verrà spedito tra la gente.

Non è detto che questa sorta di furto o traduzione possa avvenire in maniera neutrale.

Devo scegliere i segnali da rubare e posso decidere come tradurli.

Posso raccontare la stessa identica storia, sul medesimo prodotto, in dieci o più modi differenti.

Tutto è dato, tranne il trattamento creativo del messaggio. Anche se la tecnica è innocente, nel momento in cui la applico mi rendo responsabile non solo nei confronti del prodotto e del cliente ma anche nei confronti del pubblico (responsabilità morale).

L’ advertising comprende ogni forma di comunicazione a pagamento che viene commissionata da un soggetto.

Chiaramente riconoscibile, per diffondere, attraverso i mezzi di comunicazione, la propria offerta di idee e di prodotti e per influenzare le scelte del pubblico-obiettivo (target) riguardo un dato bene di consumo o modello di comportamento.

In funzione degli obiettivi dell’azione pubblicitaria, è possibile distinguere fra pubblicità istituzionale (corporate advertising) e pubblicità di prodotto (product advertising).

  • La pubblicità istituzionale viene utilizzata per promuovere l’operato di organizzazioni pubbliche e private, persone, modelli di comportamento o di consumo, idee e questioni politiche inerenti alle organizzazioni; se utilizzata per promuovere la posizione di un’organizzazione su una questione pubblica, si parla più propriamente di advocacy advertising.

 

  • La pubblicità di prodotto serve invece a stimolare la domanda di una categoria di prodotti, o di una marca specifica.

Per quanto riguarda invece la pubblicità online, essa si suddivide, sulla base delle tipologie di siti web pianificabili, principalmente:

  • in display advertising, che comprende diverse forme di pubblicità espositiva su portali,

 

  • siti di news o editoriali, siti verticali, social network e blog, siti di e-shopping, e search advertising, in cui rientra la pubblicità sui motori di ricerca.[Per approfondimenti si rimanda alla voce digital marketing, cioè ogni azione di marketing, promozione o vendita che viene effettuata attraverso i canali digitali].

Il digital marketing comprende un insieme eterogeneo di attività, strumenti, tecniche utilizzate per la commercializzazione e la promozione di beni e di servizi via web. Come per il marketing tradizionale, la sua principale finalità è quella di comprendere e soddisfare al meglio i bisogni e i desideri della domanda di mercato. Fra le forme di digital marketing più diffuse troviamo: il digital advertising, il SEO (search engine optimization), l’email marketing, le web partnership (la sponsorship e il co-branding) e il product placement.

Anche il content marketing, rientra nel meccanismo dell’advertising, poiché consiste in una strategia di comunicazione basata sulla creazione e distribuzione di contenuti multimediali, come video, immagini, infografiche o post, rilevanti dal punto di vista qualitativo, e volti ad attrarre e catturare un target ben preciso. Il content marketing non prevede però, a differenza dei suoi simili, altri tipi di operazioni. Un content editor, che probabilmente sarà colui che svilupperà il content marketing di un’azienda o chi per essa, dovrebbe quindi avere caratteristiche e curiosità ben diverse da ciò che la parola “marketing” sottintende generalmente.

A presto dal Bloog di Deerlo!

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