#1 Le parole per promuovere un prodotto o un servizio

#1 Le parole per promuovere un prodotto o un servizio
Anzitutto è fondamentale riconoscere il fatto che la pubblicità è un incontro tra creatività e regole di marketing.
Il nostro obiettivo è quello di attirare il cliente (caccia al cliente), coinvolgendolo e facendo in modo che compia l’azione che noi vogliamo. Ricordiamoci una cosa importante, il messaggio pubblicitario si compone di due elementi: una parte testuale e una parte composta dall’immagine.
Tuttavia non sempre è necessario che i due elementi siano presenti, può esserci ad esempio un particolare tipo di pubblicità composta solo da uno di questi elementi.

IL TESTO

Il testo deve essere funzionale all’immagine, deve rafforzare il significato della pubblicità che vogliamo trasmettere, deve stimolare l’interesse e il desiderio di acquisto.
Grazie al testo dobbiamo far capire al cliente la nostra superiorità rispetto alla concorrenza e ribadire i vantaggi che il cliente può trarre dalla scelta del vostro prodotto. Insomma, deve essere ben chiaro il problema che saremo in grado di risolvere se farà una scelta su di noi.

Se concentriamo la pubblicità sulla risoluzione di un problema che il cliente è già cosciente di avere, la probabilità che il cliente compri da voi sarà molto più alta rispetto ad uno slogan che decanti solo le vostre qualità non “tangibili o quantificabili” come può ad esempio essere “siamo i più onesti” o “la migliore qualità”.

Nessuno si pubblicizzerà mai dicendo di non essere onesto, e ribadirlo potrebbe risultare banale o inefficace.

Rimane importante però che con lo slogan si prometta qualcosa che poi sarà mantenuto, teniamo presente che una promessa non mantenuta con molta probabilità allontanerà per sempre il cliente da voi.

Per essere efficace, uno slogan deve avere almeno tre di queste caratteristiche:

• Essere breve
• Essere facile da ricordare 
• Essere unico e originale
• Essere composto da parole semplici o da espressioni comuni 
• Puntare dritto al target
• Essere credibile
• Avere un riferimento al prodotto
• Mettere in evidenza le qualità tangibili del prodotto/servizio 
Quindi è fondamentale la giusta scelta dello slogan, così come l’impostazione stessa della frase, senza dimenticare la sonorità delle parole e il tono che si vuole usare (link al tone of voice).
Per dare una marcia in più alla nostra pubblicità, possiamo, ad esempio, usare delle figure retoriche, in modo che il  messaggio rimarrà impresso più facilmente nella mente del cliente.
Le figure retoriche più utilizzate nel campo della pubblicità si dividono in quattro grandi gruppi: la ripetizione, la contrapposizione, la sostituzione, la coesistenza di più significati.

La ripetizione

proprio come il nome che porta, è un gruppo di figure retoriche che si sviluppano con la ripetizione continua di un suono o di una parola, infatti molte volte per far ricordare al pubblico il nome del prodotto o della casa produttrice si cerca una rima con una parola simile al nome del prodotto.
Ad esempio: Ava, come lava (Ava, detersivi).
La ripetizione si forma principalmente con la Rima e l’Alitterazione.
Per dare invece maggior peso alle parole o alla struttura della frase usa l’Anafora (ripetizione della stessa parola all’interno di una o più frasi) o l’Epistrofe (cominciare o terminare una frase con la stessa parola).

La Contrapposizione

si può utilizzare in diversi modi, semplicemente inserendo due significati simmetrici tra loro all’interno di una comunicazione. 
Un’altra importante figura retorica da utilizzare è la Diafora: si tratta di ripetere due identiche parole per modificare o amplificare il senso della frase: Non ci vuole un pennello grande ma un grande pennello.
La contrapposizione in ne può esserci anche tra due idee contrastanti, l’antitesi o l’ossimoro, contrapposizione di senso tra due parole come ad esempio :
Compri tre, paghi due.

La sostituzione

si dice di un messaggio non finito, dove uno dei suoi elementi fondanti non viene citato, sembra diffcile ma in realtà è il gioco “di completamento” di una frase.
Questo gioco si può fare sia per la parte della sostituzione del suono (due parole dal suono simile ma dal significato diverso). Delicata a te (Panna, acque)
La birra che birrei (Dreher, birra).
Come nelle altre famiglie di figure retoriche anche qui si può trovare la sostituzione nelle parole o nella struttura di frase ad esempio con la frase nominale o con la domanda retorica:
Che mondo sarebbe, senza Nutella? (Ferrero, dolciumi)
Puoi usare la sostituzione nei concetti ad esempio con l’iperbole, per esagerare la descrizione della realtà: Altissima, Levissima, Purissima (acqua Levissima).
Infine la coesistenza di più significati, nel caso della coesistenza si dice una cosa per intenderne due, in pratica si utilizzano parole ambigue, che vengono rafforzate maggiormente con l’ironia e il paradosso, quando parliamo di ambiguità per opposizione.
Se invece vogliamo rafforzare il senso del nostro slogan pubblicitario e quindi utilizzare ambiguità per somiglianza possiamo semplicemente sfruttare le metafore o le sinestesie.
La lavatrice vive di più con Calfort.
Geox, la scarpa che respira.
Cosa vuoi di più dalla vita? Un Lucano.
No Martini, no party! 
C’è da dire, però, che esagerare il messaggio con una figura retorica non deve essere sinonimo di informazioni menzognere.
Se il cliente da un lato vuole essere attirato (grazie allo slogan), dall’altro non vuol essere tratto in inganno. Quindi è fondamentale comunicare sempre il vero.

 

A presto dal Bloog di Deerlo!

Se l’articolo ti è piaciuto commentalo e condividilo con i tuoi amici…

E se vuoi restare sempre aggiornato metti mi piace sulla pagina Fb

0 Commenti

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*